meno sappiamo e piu' lunghe sono le nostre Spiegazioni

giovedì, agosto 31, 2006

Una candelina...

Peppereppepeeppepeeeeeeeeeeeeeeee...

Poconiente compie ben un anno.

Quante cose sono cambiate in un anno se penso che, esattamente l'anno scorso, oggi, in preda alla nullafecanza, decidevo di creare questo blog ed oggi, a distanza di un anno, sono ancora in preda alla nullafacenza.

Gira e rigira, alla fine dopo un anno esatto mi sono ritrovato qui, a fare la stessa cosa. Magari fra un anno, dopo il mio soggiorno portoghese, in questa giornata sarò ancora qui.

Tutto sommato però il blog mi sembra una di quelle saltuarie diavolerie tecnologiche non proprio fini a se stesse, crea dibattiti e accende discussioni che altrimenti mai sarebbero emerse.

Grazie a chi ha letto, commentato, partecipato.

Tanti auguri ammè!

Jerome

martedì, agosto 29, 2006

Saggezza senile, famiglia e PACS

Proprio mentre scrivo non so perché lo faccio.

Come ogni anno qualcuno deve riportare a Milano mio nonno, dopo il prolungato soggiorno in campagna. Ogni anno questa operazione tocca ad un nipote, quest’anno è toccato a me.

Tutto in quest’operazione segue una sorta di rituale. Accade sempre tra gli ultimi giorni di Agosto e i primi di Settembre, accade sempre per mano di un componente maschile della famiglia ( incredibile ma vero, nonno, ma anche le donne possono guidare autoveicoli) e la casa dev’essere “evacuata “ da presenze esterne almeno 3 giorni prima, un ‘eredità di quando mia nonna era ancora in vita e non voleva che ci fossero bambini per casa pronti a sporcare ciò che aveva appena pulito. Quindi rimaniamo solo io e mio nonno.

E’ difficile riproporvi l’aria che si respira in occasioni di questo tipo, come tutti i riti non sono gli eventi in se ad essere degni di nota ma il carico di significato simbolico che si portano dietro.

Quest’anno tutto è reso un po’ più malinconico dal fatto che mio nonno ha quasi 91 anni e io sto per partire per 9 mesi verso un posto parecchio lontano. Il valore diverso che le persone danno al tempo non è mai tanto evidente quanto in occasioni così. Nove mesi per una persona che sente purtroppo avvicinarsi la fine, un po’ per scaramanzia un po’ no, sono un’eternità, un tempo lunghissimo. Per noi sono un anno accademico, un campionato di calcio, una stagione cinematografica, un tempo che dimentichiamo in fretta.

Molti mesi fa mi aveva colpito molto una riflessione di Enzo Biagi durante la trasmissione di Fabio Fazio. Niente di trascendentale, forse non avevo mai avuto modo di pensarci. Esistono sistematicamente dei periodi della propria vita in cui si guarda in determinate direzioni. Da giovani si può guardare dappertutto, ma soprattutto verso il futuro, ed è giusto che sia così, con tutta l’incoscienza del caso. Ma divenuti anziani si può guardare soltanto indietro, osservando quello che abbiamo fatto, magari ripercorrendo gli errori compiuti.

Oggi,complice forse il fatto che per molto tempo non ne avremmo più avuto l’occasione, sono emerse nella discussione con mio nonno riflessioni che mi hanno fatto riflettere molto.

Mi sono reso conto che se il mondo in cui sono cresciuti i miei genitori mi sembra così distante da questo, quello di mio nonno mi sembra davvero ancora più lontano.

Sembrerà un discorso ingenuo, ma c’è stato davvero un tempo in cui questo paese si stringeva attorno a valori che oggi noi diamo per scontati, secondari, marginali o accessori.

Con un po’ di malinconia, parlando di un amico di famiglia che a 30 anni non si sentiva pronto di sposarsi, gli è sfuggito un commento laconico: “Ma quando ci si sente pronti?”

E’ sintomo del fatto che oggi il mondo è permeato di valori completamente diversi se ci stupisce per così poco. Come quando riferendosi ad una possibile promozione che gli avrebbe permesso un avanzamento di carriera notevole a patto di trasferirsi a Padova mi ha risposto: “ Non l’ho neanche detto a tua nonna. Avrebbe accettato, ma sarei dovuto tornare soltanto durante i weekend”.

Non è la frase in se che mi sorprende, quanti lavoratori si trovano in situazioni analoghe oggi? E’ la naturalezza con cui una frase del genere viene pronunciata, come se fosse la cosa più scontata.

Ripenso al ’68, e a tutti i muri che ha abbattuto nella sua ondata. Forse fra i tanti detriti di vecchio che si è portato con se, c’è anche un po’ di questo attaccamento così incondizionato a valori come la famiglia.
Certo l’istituzione così come era pensata prima del ’68 era piena di ipocrisie, di bugie, di imperfezioni. L’istituzione è stata abbattuta, nella speranza forse che, ripensata, molti dei suoi limiti sarebbero potuti essere superati. Ed invece imperfezioni, bugie e ipocrisie sono rimaste, si sono soltanto palesate in modo più lampante, sono balzate agli occhi di tutti, hanno rotto famiglie che forse un tempo sarebbero rimaste unite a costo di mille falsità.

Ecco perché il dibattito sulla famiglia oggi mi sembra davvero arido, povero. Non è sulla forma che si deve orientare la discussione, si ripeterebbe quello che il ’68 forse voleva fare e non è riuscito.

Fiumi di inchiostro vengono spesi sui giornali a discutere di PACS e non PACS ignorando che il problema non sta lì. Sarebbe infatti il caso di interrogarsi sul perchè la famiglia, così come pensata fino ad ora, è entrata in questa fase di crisi. Quali sono i valori che la minano, che la mettono in crisi. E' un'analisi che andrebbe affrontata su più fronti; tanto per cominciare una società che non è in grado di offrire certezze professionali ai suoi componenti, difficilmente potrà pretendere da questi certezze sulla propria sistemazione di vita. Ad una precarietà lavorativa, una sorta di precarietà affettiva, come i PACS sembrano fare, è l'unica e legittima risposta.

Ma non solo. Una società non può contemporaneamente predicare un individualismo latente che si insinua silenziosamente e pretendere che allo stesso tempo un'istituzione che si fonda sulla condivisione non venga messa in crisi.

Se sono i valori a partire dai quali si fonda il concetto di famiglia ad essere in crisi non saranno certo altre forme che ad esse più o meno si avvicinano a metterla in crisi, perchè quest'ultima ha radici molto più profonde. E' come se pensassimo di guarire una malattia cambiandoci i vestiti, e ancor peggio pensassimo che il nostro male dipendesse dal tipo di indumento indossato.

Certo vorrei che la stessa energia che viene spesa per dibattere sui PACS e le coppie di fatto venisse profusa più in profondità, interrogandoci sui valori attorno ai quali costruire la società del futuro. Personalmente che siano matrimoni o coppie di fatto mi è del tutto indifferente, purchè in grado di affrontare con forza quelle contraddizioni che sopra menzionavo.

Forse la fortuna di questa generazione è che può," guardando dappertutto", guardare indietro agli errori dei propri nonni ma anche a quelli dei propri padri, che un modello rinnovato di quella famiglia che un tempo osteggiavano non sono alla fine riusciti ad elaborarlo.

Solo salvando il meglio dalle esperienze di entrambi, e attraverso una critica costruttiva che tenga presente del mutare della società attuale, il dibattito sulla famiglia può davvero essere definito tale.

Pacs o non pacs.

Jerome

venerdì, agosto 25, 2006

Le inutili notizie estive

Eccomi di ritorno con questa splendida notizia.

Il corriere pubblica una sorta di ricerca secondo cui le donne sono mediamente più logorroiche degli uomini, 20.000 PAG ( Parole Al Giorno) contro 7000 PAG degli uomini. Adoro la sana estate per cui una notizia di copertina del 20 Agosto normalmente si sarebbe ritagliata un quadratino tipo mattoncino del lego a pagina 23 dell'inserto Salute, Vita, Miracoli e Santi gratis con il giornale il Giovedì(A richiesta o in omaggio se siete sopra i 70 anni o risiedete in Brianza)

Più interessanti altri dati. L'uomo pensa al sesso ogni 52 secondi, la donna ( ???) una sola volta al giorno. E per "pensare al sesso " si intende, secondo la neuropsichiatra californiana autrice di questo saggio all'avanguardia, immaginarsi scene osè.

Cosa significa? Che se, ad esempio, per scrivere questo post impiegassi qualcosa come 10/12 minuti, circa 15 sarebbero le allusioni sessuali transitate più o meno volontariamente dal mio cervello.

Ora dal momento che altri stimoli visivi non ho salvo che quello io stesso ho scritto, andiamo a rileggere le parole chiave del mio eccitamento.

Riga 1: Estate= Donne in Bikini, Spiagge tropicali, Topless e tante ragazze bionde e formose che giocano a beach volley sulla spiaggia

Riga 2: Maturare= Donna anagraficamente più vecchia di me che mi rapisce per strada e vestita da professoressa di Scienze mi violenta

Riga 6: Donna= Indiscriminatamente nuda e/o vestita da infermiera, ha scelto la strategia migliore per vincere la mia inguaribile ipocondria

Roga 6: Logorroiche= Una donna che parla presuppone un uomo che ascolta, e un uomo che ascolta è sempre apprezzato. Inspiegabilmente la donna decide che il miglior modo per comunicare al proprio interlocutore la propria stima è spogliarsi e saltargli addosso

Riga 7: Adoro= Il verbo adorare evoca un po' tutto, diciamo che è proprio lo stimolo dei 52 secondi per eccellenza, non mi dilungo

Riga 8: Copertina= Prima pagina cartacea ma anche coperta di ridotte dimensioni. Perfetta su corpi femminili distesi sul letto

Riga 9: lego= superata la maggiore età tale parola evoca più facilmente il verbo legare che la più grande invenzione per bambini mai realizzata. Per gli amanti del genere meglio se a far da padroni della scena sono soltanto pochi indumenti, qualche benda per legare e tanta panna montata

Riga 11: Sesso = Richiamo talmente facile e scontato che può persino sfuggire alla regola aurea dei 52 secondi. L'uomo medio è più impegnato a cercare doppi sensi nel sostantivo "anemometro" per poter notare un tale, scontato, riferimento

Riga 12: Neuropsichiatra= E' certamente mora, slanciata e con un paio di occhiali con la montatura nera un po' spessa modello porno-segretaria. E' il classico tipo di neuropsichiatra che insinuerebbe in qualunque individuo di sesso maschile il dubbio di poter essere afflitto dal morbo di Flyght o dalla sindrome di Tironauer, e di necessitare perciò di un controllo specialistico. (neuropsichiatrico ovviamente)

Riga 12: Californiana= Maledetta cinematografia americana, maledetti Baywatch. In California, nell'immaginazione dell'uomo medio, le ragazze sono solo belle e quelle brutte vengono selezionate alla nascita e spedite in Oregon o nel Wyoming. Ogni ulteriore considerazione è superflua

Riga 13: Scena Osè: Idem come sopra, richiamo troppo lampante può sfuggire all'occhio del più distratto

Riga 14: 10/12 Minuti= Ebbene sì donne, anche questo evoca in noi maschietti pensieri a sfondo sessuale. Rappresenta infatti la prestazione della vita, meglio conosciuta come prestazione "Rocco", considerato che la durata media di un rapporto è, in Europa, di 7/9 minuti ( l'ho scoperto stasera scrivendo questo post, non è una statistica che porto sempre con me per far fronte a situazioni imbarazzanti in momenti delicati)

Le rimanenti allusioni sono evocate dalle mie stesse spiegazioni, il che genera un circolo vizioso preoccupante che spero non infici il mio sonno puro e casto.

Tutto questo per dire cosa? Niente a parte il fatto che studi come questo dovrebbero far riflettere sullo stato della ricerca scientifica nel mondo.

Una cosa è certa, per voi donne. Da oggi in poi quando parlate con un uomo, ogni 52 secondi, badate bene a quello che dite.

Jerome

mercoledì, agosto 09, 2006

On the road: Veher de la Frontera, Ronda, Granada e tanti saluti

Se non avessi guidato per 1300 km circa direi quasi che questo girovagare in macchina sia stato proprio indimenticabile.

La scarsità del tempo e il costo improponibile degli Internet cafè hanno impedito l'ultima tappa del resoconto. Non potevano mancare però 2 parole spese per queste città.

Se siete andati in Andalusia e non avete visto Veher perchè sulle vostre guide Routard/lonely Planet non era segnalata avete preso un bell'abbaglio. Una vera figata, arroccata e costruita in salita, non chiedetemi come, è un paradiso. Ma un inferno per chi guida. Io da timido automobilista che ero sono diventato una sorta di Colin Mcrae. Voto 8+

Ronda invece che doveva essere la super gemma del viaggio un po' delude. Raggiunta furbamente da una strada sgarrupata scelta di proposito perchè volevamo fare i viaggiatori yeah( 58 km in 2 ore con il burrone costantemente di fianco) questa città un paio di anni fa doveva essere davvero una figata perchè stra-isolata e dotata di un discreto fascino(oltre che di un super ponte da cui i franchisti buttavano giù gli oppositori). Certo dopo 3 ore di strade di montagna isolate trovarsi un macdonald in cima ad una montagna fa sempre un certo effetto, poi però ci finisci a mangiare e lo stupore/sconcerto termina lì. Il borgo sarebbe anche carino ma troppi, veramente troppi turisti la affollano e perde sicuramente di fascino. Voto 7 e 1/2

Tanti tanti km ed infine Granada, la bomba.

.......

Sarà che era l'ultimo giorno ma sta granada non mi ha detto molto. Sarà che non subirò troppo il fascino arabo (? ) della città ma boh questa città non mi ha detto molto. Riconosco la bellezza artistica dell' Alhambra ma non riesco a venirne colpito fino in fondo perciò, libero di ricredermi, il mio voto si attesta attorno al 6.

Resta un bilancio complessivo di un viaggio che, costi spropositati a parte, mi ha finalmente catapultato nel mondo delle vacanze un po' all'avventura dopo anni di vacanze bellissime ma "programmate". L'Andalusia merita sicuramente ma più che le singole grandi città meritano le piccole cittadine nell'entroterra cariche di fascino e ormai anche, purtroppo, di turisti.

Un viaggio assolutamente da fare nella vita, spero che questo breve resoconto a tappe un po'vi abbia invogliato.

Ah, l'Inter è Campione d'Italia

Jerome

giovedì, agosto 03, 2006

On the road: Cadice, Conil de la Frontera & Tarifa

Mare, finalmente mare.

Basta monumenti, musei e inutili blablabla culturali:)

Regola numero uno del viaggiatore spagnolo un po' alla moda e' affermare con un filo di disprezzo che la Costa della Luz, quella che abbiamo visitato, e' ormai molto piu'alla moda della piu' rinomata costa del sol, che dev'essere una sorta di riviera romagnola un po' piu' defilata.

Andiamo con ordine.

Cadice e' piazzata su una specie di isola collegata da alcuni ponti spettacolari, la citta' dentro le mura e' carina, il mare non e' affatto male e in generale non attrae troppi turistin il che gioca suicuramente a suo favore. Bel posto se non fosse per due inconvenienti non trascurabili per il perfetto viaggiatore: non si puo' dormire e le ragazze sono tutte minorenni.

Mi spiego. Quanto a dormire e' molto semplice, le pensioni sono carissime e sempre piene e gli ostelli non esistono, se arrivate, come noi, e non avete prenotato sono cazzi e vi tocca dormire in macchina come noi. Mitica Ford Focus Trend, sonno ottimo.
Quanto alle ragazze...per quanto possa sembrare assurdo chiunque tranisti da questa localita' nopn potra' aver notato questo particolare. La sera orde di ragazzine ipertruccate e (s) vestite con abiti assolutamente indescrivibili si riversdano sulle strade. Molte di esse sono anche molto carine ma sono scandalosamente piccole, il che rende il tutto molto molto deprimente. Voto 6 e 1/2

Conil de le Frontera e' una piccola gemma in divenire, sulle guide non viene nemmeno menzionata. Ve lo dico ora, tempo qualche anno e diventa una delle mete piu' rinomate della Spagna del Sud. Come lo so? Stanno costruendo l'impossibile, decine e decine di case ancora vuote. Addirittura strade che cementate con tanto di cartelli che conducono a dei prati, pronti evidentemente per essere convertiti in mega complessi edilizi. Il posto e' bello, discretamente turistico, non troppo affollato, voto 7

Tarifa spettacolo! La citta' piu' ventosa d'Europa. Ve ne accorgerete quando sulla strada da Conil scorgerete decine di mulini a vento. Avanti sti spagnoli...

Tarifa e' molto molto turistica e molto molto alla moda. Per chi e' stato nelle isolette greche tipo Ios, Santorini ecc. il centro citta somilglia come vita a quei posti. Decine e decine di locali da cui entrare ed uscire liberamente. Unico vero inconveniente e' che essendo la capitale del Kite Surf qui sono tutti palestrati pesantemente il che mortifica notevolemente la propria sagoma che si scorge di fronte alla specchio la sera. Voto 7 e 1/2

Odio questi Internet Cafe, veramente pocotempo per scrivere troppe cose. Ovviamente non rileggo.Bilancio per ora ottimo. Unico limite, troppi soldi. Questo viaggio mi ha impoverito, meno male che vado in Erasmus e sparisco dalla circolazione.

A presto il prossimo ed ultimo aggiornamento.